CollettivO CineticO/Francesca Pennini

URUTAU rito collettivo finale

Teatro

L’Urutau (in italiano il Nittibio) è un uccello sudamericano con una genetica filosofica profondamente mescolata al progetto Manifesto Cannibale: è notturno, sta immobile tutto il giorno in posture improbabili, si mimetizza somigliando agli alberi, vede tenendo gli occhi chiusi ed è praticamente “tutto bocca”.
Per coronare la sua gemellanza con l’autrice spettrale del Manifesto cinetico viene addirittura chiamato “l’uccello fantasma”.
A lui è dedicato questo momento collettivo finale: un ibrido tra un rito sacrificale e un rave party in stop-motion. Una strana festa cannibale.
Sono corpi immobili e ciechi che si sfidano in una gara di resistenza.
Sono artist*, persone, esseri viventi che si allenano alla telepatia valicando la soglia tra spazio scenico e spazio contemplativo come in un passaggio di stato della materia e dello sguardo.
Tutto è fermo, eppure si genera un racconto per sottrazione, una narrazione intima e tremante.
È una maratona senza chilometri, una metamorfosi ascetica che dedica il suo eroismo silenzioso ad una tifoseria in apnea
È ora di restituire eternità agli istanti.

Costi

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