Eneide
Per inaugurare la festa dellEuropa 2009
Vi invitiamo allo spettacolo
Eneide
da Eneide di Virgilio
di Roberto Marafante
realizzato dallAssociazione "Bruno Munoz"
Cittadini del Mondo e Centro Astalli
LA SCENA STRANA/IERI
dal Laboratorio allo Spettacolo
Può sembrare velleitario, un vezzo intellettuale, una stramberia proporre un testo come l'Eneide di Virgilio per trasformarlo nella prima esperienza scenica del laboratorio La Scena Strana/ieri, eppure dimostreremo che è una legittima operazione che collega uno dei pilastri della nostra cultura occidentale con le altre realtà culturali che abbiamo già visto confrontarsi nel laboratorio formativo: sarà una vera interazione tra chi ospita e chi è ospitato
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Enea è così un eroe moderno, un clandestino, che segue più un dovere che un istinto, perché è un dovere dare un futuro alle generazioni che verranno, e che vive la sua esperienza con i dubbi e le incertezze di chi non sa se arriverà al traguardo
Roberto Marafante
Lo spettacolo viene messo in scena con il contributo del Servizio Rapporti Comunitari e Sviluppo Locale, il Dipartimento Istruzione e il CDE della Provincia autonoma di Trento e con il patrocinio del Comune di Trento.
IL SIGNIFICATO DELL'ENEIDE
Solo gli dei sanno: Virgilio non crede che la nascita di Roma sia il frutto della determinazione di un uomo. Per lui gli uomini camminano in una nebbia di rimpianti e di perplessità, in una sofferenza che sembra non avere una ragione.
L'eroe Enea è uno straniero, già provato da guerre e privazioni, fuggito da Troia, la sua patria, portando sulla schiena il padre Anchise e per mano il figlioletto. E carico di responsabilità: con lui è ciò che rimane di un popolo che ha intrapreso questo interminabile viaggio alla ricerca di una nuova patria. Enea è così un eroe moderno, un clandestino, che segue più un dovere che un istinto, perché è un dovere dare un futuro alle generazioni che verranno, e che vive la sua esperienza con i dubbi e le incertezze di chi non sa se arriverà al traguardo.
Proprio per questa sua estrema umanità che Lui, luomo buono , il pio Enea, commette errori che provocano dolore proprio alle persone che ama: Didone, Lavinia, Turno. La sue battaglie a volte si trasformano in stragi e spesso è costretto a combatte proprio contro coloro che lo hanno accolto e nutrito: è il prezzo da pagare perché nasca una nuova civiltà, quella grande Roma paradigma di una idea di Europa - che nel libro ottavo del poema (la discesa agli inferi), gli viene presagita come il crocevia di mille culture e di mille popoli.
Enea, nonostante sia figlio di una dea, è, come noi tutti uomini mortali: governato dalla fatalità.
LO SPETTACOLO
Che cosè allora oggi questa immensa materia poetica? Se una Odissea ha assunto il significato di un percorso difficile per raggiungere uno scopo, possiamo oggi chiamare una Eneide il drammatico viaggio di chi è costretto a spostarsi, a cercare, per trovare il proprio futuro: siamo o siamo stati, tutti emigranti anche in questa stessa nostra Europa: eravamo camerieri in Gran Bretagna, minatori in Belgio, operai in Germania.
Sotto questo profilo il poema virgiliano che si fa opera contemporanea di una grande tragedia dellincontro-scontro tra diverse culture, diversi habitat, diverse esigenze di sopravvivenza: anche la Roma dei Cesari è di fatto il prodotto della fusione di tanti popoli.
L'opera di Virgilio si presenta dunque sofferta ed estremamente elaborata, tanto da non avere un vero e proprio impianto narrativo, un racconto filato, ma si snoda per scene compiute, per "quadri". Ma proprio questa struttura a quadri, che rende discontinua l'opera, è l'elemento di forza per una sua trasposizione scenica e lo è tanto più se immaginata tra mille linguaggi, colori e espressività dei protagonisti.
Un grande impatto visivo fatto più dalle persone che dalle cose dove il moderno si contamina con larcaico, dove il racconto della sconfitta di Troia sembra una delle tante nostre guerre, e il veliero di Enea una delle nostre tante barche della speranza.
Questo può avvenire su un palcoscenico come allaperto in uno spettacolo itinerante che può avere la sacralità della struttura medioevale del teatro per luoghi deputati. La forza del poema si è trasformata così in una materia incredibilmente attuale, frammenti di poesia, come schegge del ricordo di chi ha vissuto un esilio, diventano una ENEIDE e la pietas del protagonista prende il sapore di fai la cosa giusta (citando un famoso film di Spike Lee): quel sentimento alto che è la coscienza di un gesto doloroso, ma indispensabile che va fatto per costruire, forse, un mondo migliore.
I PARTECIPANTI
Erica Bruschetti Italia
Garip Hadifari Kurdistan
Awali Karamouwa Togo
Yolina Kuleva Bulgaria
Gisella Munoz Cile
Elisa Sartori Italia
Agostino Stefanache Romania
Abdul Wahad Sudan
Anna Mariotti Italia
Luigino Gottardi Italia
Roberto Tovazzi Italia
Salomon Eritrea
Alem Husseini Afghanistan
Edda Parlotto Italia
Nadia Simeneova Bulgaria
organizzazione: Provincia autonoma di Trento Servizio Rapporti Comunitari e Sviluppo Locale