Guido Valeriano Callegari, uno scienziato italiano in Messico
Conferenza di Agostino Contò
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Un appuntamento trasversale incentrato sulla figura dell’archeologo italiano Guido Valeriano Callegari.
Intervengono
Adriano Favaro
direttore editoriale della Fondazione Giancarlo Ligabue
Agostino Contò
responsabile della Biblioteca Civica di Verona e co-curatore della mostra “Umberto Boccioni. Genio e memoria”
Il responsabile della Biblioteca Civica di Verona Agostino Contò presenta la figura dell’archeologo Guido Valeriano Callegari, uno dei maggiori esperti di antichità delle Americhe e tra gli ideatori del Centro Italiano di Studi Americani. Dall’archivio privato di Callegari proviene l’importante nucleo di documentazione appartenuta al cognato Umberto Boccioni, che ha recentemente permesso la rilettura degli anni della formazione dell’artista.
Apre l’incontro Adriano Favaro, direttore editoriale della Fondazione Giancarlo Ligabue, con un intervento dedicato alle attività degli archeologi italiani in Sud America da fine Ottocento ai nostri giorni.
Seguono
Visita guidata alla mostra “Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue” e accesso gratuito alla mostra “Umberto Boccioni. Genio e memoria”.
Insegnante e direttore della Scuola Tecnica Pareggiata di Sacile, poi nella Scuola Tecnica Commerciale di Verona, Guido Valeriano Callegari fu personaggio di rilievo nella storia dell’archeologia delle civiltà del Centro America. All’attività di insegnante affiancò quella di studioso di antichità delle Americhe, di cui divenne uno tra i maggiori esperti europei. Titolare di importanti viaggi di studio in Messico nel 1923 e 1927, presente ai maggiori convegni internazionali e segretario generale al congresso Internazionale degli americanisti tenutosi a Roma nel 1926, dal 1928 al 1935 fu libero docente all’Università Cattolica di Milano e tra gli ideatori del Centro Italiano di Studi Americani.
Nella vita privata, Callegari fu cognato dell’artista Umberto Boccioni, di cui ricorre quest’anno il centenario della morte e a cui il Mart dedica una mostra straordinaria.
L’esposizione parte dagli studi pluriennali condotti dai curatori Francesca Rossi e Agostino Contò. Proprio dalla Biblioteca veronese proviene il nucleo di documenti che costituisce il cosiddetto “Atlante della memoria”, cuore della mostra, attorno alle cui carte si dipana il percorso espositivo. Questi preziosi materiali, provenienti dall’archivio privato del Callegari, confluirono nel patrimonio della Biblioteca Civica dopo la sua scomparsa. Fanno parte di questa inestimabile donazione i documenti boccioniani che hanno permesso la “rilettura” sulla formazione del celebre futurista Boccioni, oggetto della mostra del Mart.
L’incontro di venerdì 16 dicembre si lega inoltre alla mostra in corso a Palazzo Alberti Poja “Il mondo che non c’era” che, attraverso un selezione di capolavori della Collezione Ligabue, molti dei quali esposti per la prima volta, conduce i visitatori lungo uno spettacolare viaggio alla scoperta delle civiltà precolombiane con particolare attenzione alle aree della Mesoamerica (gran parte del Messico, Guatemala, Belize, una parte dell’Honduras e del Salvador) del territorio di Panama e delle Ande (Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia, fino a Cile e Argentina).
Partecipazione gratuita.
Informazioni sull’evento
Mart Eventi
eventi@mart.trento.it
organizzazione: Mart, Fondazione Museo Civico di Rovereto, Biblioteca Civica di Verona, Fondazione Giancarlo Ligabue