Il grido della terra

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Personale di Sonia Zaffoni >>

Quella di Sonia Zaffoni è una pittura sorprendente. Questo per due semplici motivi: la sua assoluta riconoscibilità, risulterebbe impossibile non distinguerne il tratto pur senza disporre di riferimenti adeguati riguardo l'autrice, e l'estrema riferibilità del linguaggio, profondamente evocativo, che ne costituisce l'ordito. I quadri di Sonia sono l'espressione di un'energia luminosa, una vibrazione che trascina e disperde, fondendo tutti gli elementi in un blocco descrittivo, capace di consentire una conoscenza intuitiva, immediata.
"Spesso" spiega l'autrice" non sono più io che descrivo la materia, ma essa a coinvolgermi, fino al punto di suggerirmi le proprie strutture e dimensioni".
La sensazione, guardando queste opere, è quella di scorrere nel tempo e nello spazio, muovendosi verso una meta misteriosa, la terra, che custodisce intatto il proprio segreto. Tutto è movimento; un moto che cattura e lega alla fisicità di questi luoghi: boschi, campi,filari in cui, avvolti da un vento incessante, perdersi diventa qualcosa dì inevitabile e concreto.. Un cie10 astratto e lontano, una luce infuocata, le sagome dei cipressi; ogni cosa contribuisce a creare la suggestione di un paesaggio vivo e vitale, le cui gerarchie sono basate sull'insieme, spezzato però dall'incidenza dei particolari che divengono simultaneamente elementi individuali e parti di un tutto più vasto.
"Il grido della terra'" è il titolo di questa mostra. Attraverso di essa Sonia ci chiede di non scordare la natura, l'antica madre che ancora ci protegge e il cui abbraccio rappresenta la nostra possibile salvezza.
Eros Olivotto