Scenografica

Festival internazionale di incisione contemporanea di Trento - VI Edizione

Mostra
[ Spazio FoyEr, Trento]

Sono oltre duecento, anche quest’anno, le opere partecipanti alla sesta edizione del Festival Internazionale di Incisione Contemporanea che si svolge a Trento allo Spazio FoyEr dall’8 giugno al 6 luglio.

Il titolo scelto – come si conviene a questo Festival che si lega al mondo dello spettacolo – è “Scenografica”. Un tema interpretato dagli artisti spingendo a volte più sul reale che sull’immaginario, oppure sul metaforico, ma sempre con una qualità alta, trasferita su opere dai contorni tradizionali e su altre invece più innovative. Sempre emozionante è stato lo sfoglio da parte della giuria tecnica dei grandi fogli di incisione sui quali si sono intrecciate considerazioni tecniche con altre più fotografiche e altre ancora più interpretative. A presiedere la giuria – formata da Rita Demattio incisora e Maestro d’arte, Tiziana Salvadori fotografa che ne ha sottolineato i tagli di luce, il musicista Giuseppe Calliari attento alla composizione ritmica, e Mirko Corradini direttore artistico del Festival Fantasio – l’artista sardo Sergio Cara, vincitore del FIIC dello scorso 2022.

Molte e variegate le tecniche utilizzate in questa edizione, ad esempio Sipario aperto di Gianfranco Dal Sasso realizzato utilizzando contemporaneamente tecniche molto differenti tra loro o Orizzonte fuori campo della napoletana Emilia d’Amelio realizzato con puntasecca e punzone, o ancora Metamorphosis dell’austriaco Manfred Egger, una stampa a blocchi di legno, pratica molto usata nell’Asia orientale.

Oltre all'opera vincitrice Shape of Sound, incisione a mezzotinto che richiama spazi e architetture di ispirazione cubista dell'artista cinese Hui-Ju Chang, sono state segnalate, tra gli stranieri, le incisioni della polacca Irena Lawruszko con Under the Influence of Time X, del russo Vladimir Zuev con Ballet. Backstage. 1 e, tra gli italiani, Elisabetta Diamanti con Iris ‘23, Ugo Grazzini conSenza titolo 1/2023, Dario Grigolato con La porta del tempo, Ilaria Venturini  con Destino e Costanza Zaetta con Presenze della memoria.

In numero minore  i lavori xilografici, tra questi quello del brasiliano Gustavo Luiz Salvatore, Scena 1, dove le fessure dei legni si fanno esse stesse segno, Visione scenografica di Fausto de Marinis che richiama l’attenzione sulle forze della natura “FuocoAriaTerraAcqua” con tratti e colori influenzati dalla sua terra d’origine, l’Etiopia.

A contraddistinguere questa edizione FIIC 2023  è anche una maggior adesione al tema “Scenografica” e un incremento della partecipazione da parte di giovani artisti e studenti delle accademie.