Centenario Grande Guerra 1918 - 2018

La guerra che verrà/ non è la prima. Prima / ci sono state altre guerre. / Alla fine dell’ultima / c’erano vincitori e vinti./ Fra i vinti la povera gente/ faceva la fame. Fra i vincitori/faceva la fame la povera gente egualmente (Bertolt Brecht, La guerra che verrà).

Incontri e convegni , Mostra
Il museo all'interno del Castello di Rovereto [ Museo Storico Italiano della Guerra]

La chiusura del Centenario della Grande Guerra in una prospettiva di Pace: è questo l'invito e al contempo il monito che costituisce il filo conduttore delle molteplici iniziative - tra mostre, eventi, percorsi, reading, spettacoli, pubblicazioni, commemorazioni e altre occasioni di riflessione - con cui l'anniversario viene ricordato in Trentino.

Il sistema fortificato che attraversa la nostra provincia rende testimonianza di un territorio che porta indelebilmente impressi i segni di un conflitto che in Italia ha causato oltre 1.200.000 vittime,  650.000 soldati e 600.000 civili.

La Grande Guerra, appunto, definita "grande" non solo per la sua vastità e per il numero di morti, ma anche per l'impatto emotivo che genera, rivoluzionando i sistemi di combattimento delle precedenti. Per la prima volta, infatti, i combattimenti avvengono in trincea, rendendo così "invisibile" il nemico, togliendogli quindi quella personalità che lo rende innanzitutto "umano".

Il profondo strappo avvertito dalla popolazione trentina a causa della Prima guerra mondiale trova il suo corrispettivo nella nascita di lì a poco, nel 1921, del Museo Storico Italiano della Guerra, che non a caso è ospitato nel quattrocentesco castello di Rovereto, un simbolo storico e culturale della storia della città e dell'intera provincia.