Silence... on tourne
Musical
Egitto, 2001
Titolo originale: Skoot hansawwar
Genere: Musicale
Durata: 108'
Regia: Youssef Chahine
Cast: Magda El Khatib, Latifa, Ahmed Wafic
Il tema centrale del film è una storia d'amore, di un amore pericoloso fra un'artista ed un'arrivista. Con la cantante tunisina Latifa nel ruolo prinicipale e con l'aiuto prezioso di vecchi amici, il regista mette in scena una riflessione sull'impegno artistico, chiedendosi fino a che punto, quando ci si rivolge all'arte, il coinvolgimento diventa totale, senza possibilità di scampo.
Youssef Chahine, ovvero invecchiare bene dietro la macchina da presa. Il regista egiziano, in perfetta linea col suo stile, gira un film pieno di canzoni, ritmato e con personaggi davvero divertenti, lasciando quaesta volta da parte lattenzione per le vicende storico-religiose (una delle tematiche che ne caratterizzano lopera), preferendo occuparsi di una commedia in stile musical-hollywoodiano, naturalmente riveduta e corretta (ma anche questa è una tematica che lo riguarda!).
Ci troviamo ovviamente in Egitto, dove la celebre cantante e attrice Malak, da poco divorziata e desiderosa dessere amata per ciò che è e non per quello che (economicamente) possiede, cede allinnegabile fascino di un corteggiatore arrivista. Se ne innamora a tal punto da farlo diventare, oltre che suo amante ufficiale, anche il centro dei suoi interessi professionali, poiché gli offre la possibilità di essere, accanto a lei, anche attore e cantante. Il regista e lo sceneggiatore dellultimo film di Malak (in cui recita anche lamante della cantante), convinti del doppio gioco del giovane, architettano un piano per svelare le sue vere mire.
Una trama semplicissima, senza particolari novità, comerano spesso quelle dei musical statunitensi classici, ma al servizio di trovate visive eccezionali che fanno di questo lungometraggio un piccolo gioiello. Le scene canterine sono alternate a momenti che rimandano e omaggiano le slapstick comedy del muto, a cui saggiungono anche alcune trovate davvero eccezionali e divertenti. Tra queste va sicuramente segnalata quella in cui lo sceneggiatore, colto da una idea che ritiene formidabile per smascherare larrivista, per leccitazione del momento comincia ad avere scatti e movenze degne di un vero e proprio cartone animato (gli si strabuzzano gli occhi fino quasi ad uscirgli dalle orbite e il corpo rotea velocemente trasformandosi in un piccolo tornado). Questi sono gli ingredienti principali di una buona regia, visionaria e realistica in uguale misura, che porta avanti una vicenda semplice, adattissima alle vicende di un musical. In aggiunta va anche segnalato che tutte le fantasiose trovate di Chahine servono anche a far emergere la grande versatilità di attori che per loccidente, purtroppo, rimarranno probabilmente degli eterni sconosciuti. E questo è senzaltro un peccato, soprattutto per due interpreti: lattrice che ha il ruolo della madre di Malak, energica e pazzerella, e lattore che dà volto, corpo e guizzi alla figura dello sceneggiatore, sicuramente il personaggio più simpatico.
Un Youssef Chahine colorato e divertente, ottimo nellunire semplicità a ricchezza visiva, grande per la capacità di confezionare un film piacevole per tutti.
Da www.cinemavvenire.it
organizzazione: Federazione Italiana Cineforum