Sulle strade della poesia
Sulle strade della poesia
Viaggio in tre tappe a cura di Alfonso Masi
La strada romana dello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento sotto piazza Cesare Battisti, una volta percorsa dagli abitanti dellantica Tridentum, ora invita al viaggio, al percorso intellettuale. Nei mesi di ottobre e novembre ospita un ciclo di tre recital dal titolo Sulle strade della poesia diventando così luogo per esplorare il mondo della poesia e presentare alcuni poeti che hanno segnato la scena letteraria del Novecento. La scelta è stata difficile perché, come scrive Aldo Palazzeschi, la poesia è infinita come la vita. Alfonso Masi, che ha curato liniziativa, si è orientato verso LEuropa mediterranea scegliendo tre esponenti della poesia italiana, spagnola e francese.
Il primo appuntamento è dedicato a Cesare Pavese di cui nel settembre scorso si è celebrato il centenario della nascita. Per gli altri due incontri si sono privilegiate due voci che da molto tempo non echeggiano per le strade o per le sale di Trento: Federico Garcìa Lorca e Jacques Prévert. Lultima recita del Lamento di Ignacio risale allestate del 1987 in piazza Battisti; motivo più che valido per riproporlo insieme ad altre composizioni del poeta spagnolo. Anche per Jacques Prévert una proposta, se pur vi è stata a Trento, risale a decine di anni fa, tanto più che al S.A.S.S. non verranno presentati soltanto dei suoi testi poetici, ma anche sue canzoni.
Si inizia giovedì 16 ottobre con il recital su Cesare Pavese Verrà la morte e avrà i tuoi occhi; del poeta piemontese viene ripercorsa la vita intercalata da recitazione dei suoi versi e di testi narrativi, una vita segnata dallidea ricorrente del suicidio, sottolineata dalla chitarra che propone la melodia Summertime ogni qualvolta il suicidio ritorna, ossessivo, nel diario, nelle poesie, nei romanzi e nei racconti. Intervengono la voce narrante di Mariabruna Fait, la voce recitante di Alfonso Masi e la chitarra di Pierluigi Colangelo.
Si prosegue giovedì 13 novembre con il recital su Lorca Incomincia il pianto della chitarra; canto, voci recitanti e una danzatrice si fondono per delineare e far rivivere la figura di Federico Garcìa Lorca, la cui voce poetica è una delle più libere e fantasiose della letteratura europea e spagnola del Novecento. Intervengono le voci recitanti di Mariabruna Fait e Alfonso Masi, il canto di Paola Fumana, la chitarra di Fabrizia Dalpiaz e la danza di Anna Grosselli
Il viaggio poetico si conclude mercoledì 26 novembre con il recital L'albereto perduto. Rafael Alberti, marinaio a terra: e poeta nella strada. Il poeta spagnolo coetaneo le amico di Lorca fu costretto, durante la dittatura franchista, ad un lungo esilio prima in Francia, poi in Argentina, infine in Italia: trentanove anni fino al ritorno in patria nel 197 dopo la caduta del regime di Franco. Intervengono Maria Concetta Lucchi voce narrante, Alfonso Masi voce recitante Pierluigi Colangelo chitarra
Il disegno della locandina è opera di Umberto Sancarlo; i fondali per i recital di Pavese e Lorca sono del pittore Gianmaria Bertoldi.
Lingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Informazioni:
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